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La strada del Prosecco - Il fascino autentico della terra del Superiore Docg
 Le colline del Superiore Docg si snodano, nell'alta Marca trevigiana, a poco piu’ di un'ora da Venezia, lungo l'anfiteatro naturale che si apre tra Conegliano e Valdobbiadene. A nord della provincia di Treviso, mentre non lontano gia’ si preannunciano le imponenti Dolomiti venete, si apre per il visitatore che giunge dalla pianura, uno scenario ambientale del tutto nuovo, suggestivo e dai forti tratti distintivi, fatto di versanti ripidi alternati a dolci declivi, su cui domina incontrastato il reticolo infinito dei vigneti. In queste terre, lembo fortunato della 'Marca gioiosa et amorosa' tutto profuma di vino e di sapori buoni, di una cultura enoica secolare che ha disegnato in profondita’ il paesaggio e l'animo di un' area tra le piu’ incantevoli d' Italia. La gente di qui ama le proprie radici, ha mantenuto il gusto delle tradizioni ed il piacere dell'ospitalita’ e dell'incontro, insieme a quello per il cibo ed i prodotti tipici. E' un territorio ricco di fascino, di suggestioni ed attrattive storiche ed artistiche, di sorprese e proposte, spesso inaspettate, e quasi custodite perche’ preziose, nelle vallate o tra le tante borgate e paesi disseminati qua e la’, e nei quali e’ piacevole smarrirsi alla ricerca delle tracce millenarie della presenza dell'uomo e della cultura forte delle genti. E Il modo migliore per farlo e’ quello di farsi guidare dalla Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, la piu’ antica arteria enologica italiana, che oggi conduce il visitatore. Queste sono terre di castelli antichi, di ville aristocratiche, di remoti monumenti, di edifici sacri e di antiche sorgenti termali. Conegliano, Vittorio Veneto, Valdobbiadene, Pieve di Soligo rappresentano ciascuna un piccolo scrigno di tesori naturali, artistici e architettonici da scoprire sapendo cogliere i ritmi intimi di un territorio del benessere che sa ancora pulsare a misura d'uomo e di natura. E intanto, attorno, le viti, con pazienza secolare, aspettano l'incontro col sole ed assistono all'alternarsi solenne delle stagioni, dei colori, dei sapori.

Scuola Enologica “G.B. Cerletti” di Conegliano

Un tempo detta Perla del Veneto, Conegliano conserva ancor oggi un fascino irripetibile, confermandosi come una tra le piu' belle cittadine italiane. Situata in provincia di Treviso alle pendici delle Prealpi Bellunesi, sul colle detto di Giano, e' ricca di storia, arte e bellezze naturali legate al contesto paesaggistico in cui si inserisce. La sua fama internazionale si deve anche all'aver dato i natali all'illustre pittore Gian Battista Cima (1459-1518). Citta' dinamica e vivace, dalla fiorente funzione commerciale, e' nota in particolare come centro produttore di vini pregiati, specie il prosecco DOC prodotto sulle splendide colline che da qui, portano fino a Valdobbiadene. Aspetti Paesaggistici La strada del vino Prosecco e' un affascinante percorso che si snoda per quasi 50 km tra Conegliano, Valdobbiadene toccando i luoghi piu' caratteristici ed importanti per la produzione del prosecco DOC.
 I piccoli centri dislocati lungo questo itinerario sorgono su colline coltivate a vite, disseminate di antiche pievi, abbazie, pittoreschi borghi rurali e tipiche locande in un paesaggio dolce e rilassante. Il vino Prosecco nasce dall'incontro tra un clima e un territorio unici, che la tradizione enologica, la tenacia e la maestria dei vinaioli hanno saputo trasformare in autentico gioiello. Sulle colline tra Conegliano e Valdobbiadene sono coltivati circa 3.500 ettari di vigneto da cui si ottengono 25 milioni di litri di Prosecco DOC con i quali si producono 28 milioni di bottiglie. Di queste, piu' di 21 milioni sono di Spumante, il resto sono di Frizzante e Tranquillo. Lo Spumante si ottiene con il metodo della rifermentazione in autoclave, detto Charmat, l'unico in grado di esaltare al meglio le peculiarita' del Prosecco e del quale Conegliano e Valdobbiadene rappresentano la capitale italiana. Leggero, moderatamente alcolico, dall'aroma fruttato, questo vino brioso e' apprezzato dai giovani, dalle donne fino ai consumatori piu' esperti come aperitivo, come compagno di tavola o nelle occasioni di festa. La Scuola Enologica “G.B. Cerletti” di Conegliano e’ una realta’ scolastica ricca di storia che narra la sua origine legata allo sviluppo dell’agricoltura e della viticoltura del Veneto e alle prime vicende storico-politiche dalla nascita d’Italia. L’attuale Istituto, progettato dall’ing. Bernardo Carpene’ fu inaugurato il 24 settembre 1924 dal duce Benito Mussolini.
Follina – il territorio
Ad un altitudine di 200 m s.l.m. Follina e’ situata ai piedi delle Prealpi Trevigiano - Bellunesi, in prossimita’ dell'uscita della vallata del fiume Soligo, attraverso il varco tra i rilievi collinari di Farro’, Premaor e Pedeguarda.

Importante nodo viario a meta’ strada tra Valdobbiadene e Vittorio Veneto, il paese giace in un amena posizione e gode di un clima mite, mai troppo rigido d'inverno e mai afoso in estate. Cenni storici Follina e’ un piccolo paesino adagiato ai piedi delle Prealpi Bellunesi, la cui cornice storica ed paesaggistica ne fanno uno tra i piu’ amati e frequentati centri storici della Marca Trevigiata. Ospitato da un Vallata verdeggiante, ricca di boschi, sorgenti d’acqua e vigneti rigogliosi, territorio intriso di storia e terra d’origine di importanti dinastie nobiliari che fecero la storia della Serenissima Repubblica di Venezia, il territorio di Follina costituisce, con i suoi palazzi storici, gli antichi luoghi di culto e i sentieri naturalistici da cui e’ percorso, meta amata per coloro che desiderano passare una vacanza all’insegna della cultura, del relax e dell’attivita’ fisica tra il verde delle sue colline. Il piccolo centro lega la sua storia alla nascita dell’abbazia di Santa Maria, di fondazione benedettina altomedievale, ma che probabilmente vede ancor prima la presenza di ulteriori insediamenti umani di epoca preistorica (circa 120.000 a.c.) e poi romana.
Abbazia Cistercense Santa Maria di Follina Eretta su una precedente edificazione benedettina nel XII sec. rivista in epoca cistercense, l’attuale basilica (1305 abate Gualtiero da Lodi - 1335 abate Nordio di Treviso) presenta la tipica costruzione a pianta latina con la facciata rivolta a ponente e l’abside rivolta a levante proprio come prevedeva la simbologia cistercense.
 All’interno della basilica sono da segnalare tra le pregevoli opere presenti: la grande ancona lignea di stile neogotico costruita da maestranze veneziane nel 1921, copia perfetta dell’originale ancona presente alla chiesa di S. Zaccaria di Venezia. Essa accoglie la statua in arenaria della Madonna del Sacro Calice che qualcuno ipotizza di origina nubiana del VI sec. , da sempre oggetto di venerazione e pellegrinaggio da parte dei follinesi e dalle migliaia di fedeli provenienti da tutta Italia; l’affresco “Madonna con Bambino e Santi” del 1527 di Francesco da Milano; un notevole crocefisso ligneo di eta’ barocca (epoca camaldolese) di autore sconosciuto. Lo splendido chiostro, di eta’ precedente alla basilica e perfettamente conservato nell’elegante effetto di movimento creato dalle colonne che lo costituiscono, fu portato a termine nel 1268, quando i monaci cistercensi si insediarono nel monastero, come dimostra l’incisione su pietra posta sulla parte nord del chiostro stesso. Si erge, dall’incrocio della navata centrale con il transetto di destra, la bella torre campanaria di stile romanico a pianta quadrata, il piu’ antico manufatto presente nel complesso architettonico dell’abbazia. Presente elegante Chiostrino dell’Abate e Loggia del XVI sec.
Castelbrando - Castello Brandolini
 Cison di Valmarino fu per secoli la piccola capitale della contea dei Brandolini. Di quell'era il castello omonimo e un numero cospicuo di palazzi signorili distinguono Cison dal resto dei paesi della vallata.Il Castello Brandolini sorge su di un costone, e domina la vallata che va da Vittorio Veneto a Follina lunga 15 km. Dal 1200 al 1300 fu posseduta dai Vescovi di ceneda per poi passare ai caminesi. Nel 1436 passo’ ai Veneziani, che concessero il feudo ai capitani di ventura Erasmo da Narni e Brandolino Brandolini. Quest'ultimo ne divenne primo conte riscattandolo dal Gattamelata. La struttura fortificata contiene all'interno un grosso complesso residenziale, ampliamenti sono stati fatti nel '500 e '700. La struttura di proprieta’ privata e’ ristrutturata, e il complesso e’ stato rinominato "Castelbrando".
La via dei Mulini Cison era nota in passato per la presenza di una serie di mulini alimentati da un sistema idraulico che deviava le acque dal torrente Rujo. In questi ultimi anni il paese e’ al centro di manifestazioni di riscoperta dell'Artigianato e di recupero della Via dei Mulini.
Da non perdere
 Il castello domina il paese, mentre la Chiesa Arcipretale domina la piazza centrale del paese, e la sua nobile architettura settecentesca e’ impreziosita dalle statue dello scultore ottocentesco Marco Casagrande nativo della Valmarena. Al suo interno pitture a fresco e le pale dell'altare sono di Egidio Dall'Oglio pittore qui originario, mentre la pala del Transit o di San Giuseppe viene attribuita a Francesco Fontebasso. Nella cappella centrale di sinistra vi e’ il Mausoleo marmoreo di Guido Brandolini scolpito da P.Baratta. A Soller la piccola chiesa di San Prosdocimo e Santa Giustina. A Rolle la chiesa del 1700, e a Gai sulle 'cresta morenica' la chiesa del 1740.
ELENCO AZIENDE VITIVINICOLE VOLPAGHESI CHE PARTECIPANO ALLA MATTINATA DI SCAMBIO TRA OPERATORI DI SETTORE

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