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La Provincia di Treviso La cittadella del Sant’Artemio nasce con l’obiettivo di raggruppare gli uffici provinciali e per facilitare l’accesso ai servizi. Un complesso a servizio della gente con strutture di interesse e spazi per i cittadini (volume di progetto 128.489 m3 con 18.150 m2 di parcheggi pubblico da oltre 530 posti) a pochi passi dal Parco della Storga area di interesse e tutela ambientale con la risorgiva più grande d'Europa, che si estende su 67 ettari (che sommati all’ambito della nuova sede fanno 78 ettari). Si tratta di un restauro conservativo, un recupero storico, architettonico e ambientale, progettato nelle linee di indirizzo dell'architetto Follina, appoggiato e condiviso dalla Sovrintendenza. Le strutture gia’ esistenti sono state recuperate rispettando i vincoli architettonici e storici; passerelle in acciaio e vetro sospese al primo livello fuori terra sono state realizzate per fare da collegamento tra i vari settori dell'Ente. Il Sant'Artemio comprendera’ in totale 21 blocchi, tra edifici originari e costruzioni più recenti come un grande auditorium, una chiesa dedicata a San Giovanni di Dio, una mensa-ristorante, un bar, e si prefigge nel futuro di realizzare, ristrutturando gli edifici non interessati dall’intervento, anche un museo della storia della psichiatria, un ostello, un ristorante ed un teatro. Oltre agli uffici che ospiteranno circa 700 addetti, e’ previsto un Nido per i figli dei dipendenti e aperto al pubblico, con una capacita’ di accesso da parte dell’utenza esterna di circa 20 unita’.
 Il recupero ha tenuto conto delle caratteristiche ambientali del luogo, sono stati mantenuti e medicati gli alberi storici e si e’ proceduto a piantumare oltre 800 piante, nonche’ migliaia di arbusti, rispettando le specie autoctone, nel pieno rispetto dell’area dello Storga, nel cui parco si snodano circa 17 km di percorsi naturalistici. La nuova sede ha come primario obiettivo il “risparmio energetico” e si prefigge l’autosufficienza energetica, prevedendo un impianto fotovoltaico di circa 200 Kw. e una centrale a biomassa per il riscaldamento degli ambienti. Gli stessi edifici restaurati sono ascrivibili alla classe “B” di casa clima, con evidenti risparmi di combustibili fossili. La Provincia di Treviso e’ una provincia del Veneto di circa 880 mila abitanti.
IL PARCO DELLO STORGA 
Benvenuti nel Parco dello Storga
Il Parco della Storga nasce dalla volonta’ della Provincia di Treviso di dare concreta realizzazione ad alcuni obiettivi strategici: - proporre un modello innovativo di gestione del proprio patrimonio immobiliare; - concorrere alla realizzazione di aree e sistemi di valore ambientale con finalita’ multifunzionali; - concorrere alla valorizzazione del ruolo e della valenza della moderna agricoltura per la tutela e la valorizzazione del territorio in chiave ambientale ed ecologica.

Il Parco e’ stato realizzato attraverso un intervento di recupero e sistemazione ambientale dell'ex Azienda Agricola Provincia Sant'Artemio, gia’ Colonia Ergoterapica dell'Ospedale Psichiatrico Sant'Artemio. La superficie complessiva dell'Azienda e’ di 67 ha, mentre la superficie agricola utilizzabile ammonta a circa 65 ettari. L'idea progetto prende corpo con la predisposizione del programma operativo "Programma Risorgive Storga", che nel 1991 ha conseguito il premio speciale della Commissione delle Comunita’ Europee come "Miglior Documento di Pianificazione". Il Programma Risorgive Storga prevedeva il graduale recupero dell'area dal punto di vista naturalistico con interventi di ripristino ambientale, tra cui la realizzazione di un'area umida ed il ripristino del paleoalveo del Rio Piavone, l'impianto di formazioni boschive con specie autoctone e ad indirizzo naturalistico su 49 ettari e la valorizzazione dei c. d. "prai de acqua".

Lo sviluppo e la valorizzazione dell'area del Parco della Storga rappresentano un evidente esempio dell'evoluzione degli indirizzi, delle strategie e degli obiettivi della PAC - Politica Agricola Comunitaria. Il conduttore dell'azienda - la Provincia di Treviso - ha inizialmente proseguito il modello produttivo dell'ex Colonia Ergoterapica, con la coltivazione di seminativi, foraggi ed erbai e l'allevamento animale. Successivamente, per alcuni anni, l'azienda e’ stata interessata dal regime del "set-aside", la non coltivazione dei terreni per ridurre il fenomeno delle eccedenze di alcune produzioni agroalimentari. Infine, più di recente, la PAC ha subito una profonda riforma, con lo sviluppo delle componenti ambientali ed ecologiche dell'attivita’ agricola e la proposta di nuove misure di intervento non più basate sulla semplice "non coltivazione" ma sul recupero e lo sviluppo di nuovi modelli produttivi, tra cui l'impianto di formazioni boschive. In tutte queste fasi, l'approccio operativo della Provincia di Treviso e’ perfettamente sovrapponibile a quello di un qualsiasi imprenditore agricolo.

Cosi’, a cavallo tra il 1996 ed il 1997 si realizza la prima fase del "Programma Risorgive Storga", con il ripristino del corso originario del Rio Piavone e la realizzazione di un'area umida; nel biennio successivo si completa l'impianto boschivo su una superficie di 49.79 ha e, infine, si realizzano i percorsi - oltre 12 km di itinerari tra flora e fauna - e le aree attrezzate.
Oggi, con la recente approvazione del Regolamento per la tutela, l'accesso e la fruizione del "Parco della Storga", prende il via la fase gestionale del progetto complessivo, con la messa a disposizione della cittadinanza di un patrimonio ambientale di grande valore.
Il Parco della Storga si vuole inserire nel solco della tradizione e dell'esperienza dei grandi parchi urbani della tradizione europea, caratterizzati da aree a molteplici finalita’. Assieme alla nuova sede della Provincia di Treviso, anche il Parco della Storga viene, idealmente e concretamente, restituito ai trevigiani. All'interno del Parco trovano sede e realizzazione altre importanti in iniziative della Provincia di Treviso: - gli Orti Urbani, un importante progetto che vuole valorizzare il ruolo aggregativo sociale e perche’ no, anche terapeutico, della produzione di ortaggi e frutta a destinazione familiare, attraverso la predisposizione e concessione di "orti"; - il Centro Provinciale di Recupero della Fauna Selvatica, che svolge un ruolo determinante di presidio del territorio e di cura e riabilitazione di animali rinvenuti; - il Museo Etnografico Case Piavone, che ospita il Gruppo Folcloristico Trevigiano ed e’ periodicamente sede di mostre, incontri e seminari sulla tradizione e la cultura trevigiana e veneta. Ulteriore peculiarita’ ed elemento distintivo del Parco e’ la presenza, al suo interno, di alcuni esempi di quel singolare sistema idrologico conosciuto come "risorgive", cioe’ aree nelle quali, per la presenza di strati impermeabili profondi, le acque affiorano in superficie creando sistemi ecologici unici.
 "Il fenomeno delle risorgive, legato alla spontanea risalita in superficie delle acque di falda quando esse incontrano sedimenti impermeabili, assicura una disponibilita’ idrica costante in termini di portata e temperatura. Le acque che vanno ad alimentare un reticolo di corsi d'acqua, hanno favorito la comparsa di un assetto vegetale con caratteristiche di originalita’ rispetto agli altri corsi d'acqua di pianura." Per le caratteristiche di continuita’ della portata nell'arco dell'anno rispetto ad altri corsi d'acqua a regime torrentizio che solcano la pianura trevigiana e per la temperatura costante delle acque nelle stagioni, la vegetazione e’ qui specializzata, peculiare e di grande pregio. Questo avviene in ambiti anche molto ristretti. Se pensiamo, infatti, che al di fuori delle polle o dei corsi d'acqua le condizioni di umidita’ possono variare anche bruscamente avremo, di conseguenza che in pochi metri vi possono essere condizioni ambientali tali da determinare la ricchezza e variabilita’ di specie vegetali presenti. Si distinguono in queste aree ristrette, la vegetazione acquatica (con le radici immerse nell'acqua), la vegetazione palustre (costanza e variabilita’ delle presenza dell'acqua) e la vegetazione ripariale (del bordo dei corsi d'acqua e degli stagni) caratterizzata dalla modalita’ di disposizione delle specie vegetali tipica.
L'accesso e’ libero dalle 7:00 alle 20:00 tutti i giorni. MUSEO ETNOGRAFICO PROVINCIALE CASE PIAVONE Le Case Piavone, situate all’interno del Parco naturale del fiume Storga alla periferia Nord di Treviso, sono state adibite a sede del Museo Etnografico Provinciale e del Gruppo Folcloristico Trevigiano per volere della Provincia di Treviso. La finalita’ di questa struttura e’ quella mantenere vivo l’interesse per quei mestieri e per quelle tradizioni che oggi sono diventati sempre più rari o addirittura scomparsi.
 In questo contesto, il Gruppo Folcloristico Trevigiano ha trovato la sua sede ideale dopo aver lasciato la precedente, collocata presso Villa Zen, in Viale Felissent, oggi chiusa per restauro. Il Gruppo Folcloristico Trevigiano mira a recuperare e a divulgare con la sua attivita’ quelli che sono i costumi, le tradizioni, i canti ed i balli di un tempo i quali, altrimenti, sarebbero destinati all’oblio. Nato alla fine degli anni ’30 dello scorso secolo, si esibisce con queste finalita’ non solo nei dintorni di Treviso e del Veneto, ma anche nel resto d’Italia ed all’estero. Oltre a cio’, uno degli impegni che ogni anno vede partecipe il Gruppo e’ il " Processo alla Vecia " presso il Ponte Dante lungo il fiume Sile, il giovedi’ di meta’ quaresima. Inoltre gli spazi espositivi delle Case Piavone sono utilizzati per l’allestimento di interessanti mostre su tutto cio’ che ruotava intorno alla vita anche rurale di un tempo.
Il Museo Etnografico “Case Piavone”, gestito Gruppo Folcloristico Trevigiano e finanziato dalla Provincia di Treviso di cui ne e’ proprieta’ organizza la mostra Tradizioni e Storie di Pesca nel Trevigiano, esposizione riguardante il mondo della pesca nei fiumi Piave, Sile e laghi di Revine. Lo scopo della mostra Tradizioni e Storie di Pesca nel Trevigiano e’ quello di documentare le tecniche di pesca, i costumi, quali imbarcazioni erano usate facendo riferimento alle risorse del Centro di documentazione G. Pavanello di Meolo e dell'apporto di privati. La mostra restera’ aperta fino al 30 Giugno 2010.
VIAGGIO NELLA CREATIVITA'.
Mostra d’arte collettiva delle scuole di Bree e di Volpago del Montello.
dal 12 al 15 agosto 2010
Nell’auditorium comunale sara’ possibile visitare una originale mostra di disegni, foto e opere realizzate dai bambini delle scuole di Bree e dai bambini dell’istituto Comprensivo Statale e delle scuole dell’Infanzia Paritarie di Volpago. L’obiettivo dell’iniziativa e’ quello di favorire anche la partecipazione dei piu’ piccoli, di sensibilizzarli ed educarli alla pace, al concetto di diversita’ nel modo piu’ consono a loro, e cioe’ attraverso la concretezza: promuovere uno scambio di lavori prodotti da loro, simili e diversi allo stesso tempo, da scambiare tra i due paesi per conoscersi a vicenda e per avvicinarsi alle reciproche culture. Il tema centrale della mostra e’ quindi legato alla storia dei due paesi, alla storia presente e passata, ma valorizza contemporaneamente la capacita’ artistica stessa dei bambini.
A completare la specificita’ della mostra ci sara’ anche una sezione introduttiva con ricordi, immagini e pensieri degli “ex ragazzi del palloncino” della classe IV di Selva del 1985, di quel palloncino ormai famoso che ha permesso a due culture di incontrarsi creando dei legami affettuosi e duraturi tra le persone.
Questo prezioso e fantasioso lavoro sara’ poi riproposto all’interno della prossima settimana del libro, organizzata dalla biblioteca comunale, e il cui tema sara’ legato proprio al viaggio in Europa.
VenetOrchestra VenetOrchestra nasce nel 2008, per iniziativa del Maestro Antonio Pessetto, e riunisce alcuni giovani e promettenti musicisti del Veneto in un laboratorio musicale capace di portare tra il pubblico nuove emozioni e buona musica. L'intento primario del gruppo musicale e’ quello di veicolare la passione per la musica, in particolar modo verso giovani. Le serate realizzate dall'orchestra sono spesso a tema, dedicate ad un evento particolare, ad una categoria sociale, ad un periodo musicale inteso come stile e gusto musicale. Lo scopo principale di ciascuna serata, sentimento comunemente condiviso dai musicisti che ne fanno parte, e’ il promulgare la cultura musicale in generale. VenetOrchestra esegue un repertorio prevalentemente classico; talune programmazioni prevedono anche trascrizioni o arrangiamenti di musica di diverso genere al fine di avvicinarsi alle esigenze del pubblico. L'orchestra si avvale della cooperazione di altri gruppi strumentali o vocali. In particolare collabora attivamente con la Schola Cantorum S. Andrea di Venegazzu’, diretta dal maestro Tarcisio Dal Zotto, per l'esecuzione di musica vocale con orchestra.
Il direttore Antonio Pessetto compie gli studi presso il Conservatorio Statale di Musica A. Steffani di Castelfranco Veneto, diplomandosi in Pianoforte, Organo e Composizione organistica. Dopo gli studi conosce il MAESTRO Ludmil Descev, direttore d´ orchestra del Teatro Nazionale Accademico di opera e balletti di stato di Sofia, con il quale studia per due anni direzione d´ orchestra a Conegliano presso l´ Istituto musicale A. Benvenuti . Nel 1991 e nel 1993 frequenta i corsi estivi internazionali tenuti dall´ orchestra da camera di Sofia con la quale dirige diversi concerti. Nel mese di Aprile del 1994 viene invitato in Bulgaria dove ha diretto l´ orchestra Sinfonica Statale di Shumen. Nel 1995 e nel 1996 e’ stato finalista nel concorso internazionale per direttori d´ orchestra Toti dal Monte . A Maggio del 1997 e’ stato premiato come terzo classificato al Sesto Concorso Nazionale di Composizione di Castagneto Carducci. Nel 1999 conosce il MAESTRO Giancarlo Andretta con il quale studia fino a diplomarsi in direzione d´ orchestra nell´ ottobre 2001 al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Come compositore collabora con la compagnia teatrale Faber Teater di Torino, con la quale ha messo in scena lo spettacolo teatrale Centomila gavette di ghiaccio tratto dal libro di Giulio Bedeschi rappresentato in molte cittá del Veneto. Nel luglio 2009 e’ stato direttore del coro nella produzione dell´ opera Butterfly di G. Puccini nel Festival OperAsolo , collaboratore artistico e Maestro collaboratore. Ha tenuto sempre nel mese di luglio 2008, un concerto sinfonico con l´ Orchestra del Teatro lirico Elena Teodorini di Craiova (Romania) ed e’ stato invitato dalla stessa a dirigere Traviata nel 2009. Collabora inoltre come organista per il basso continuo e direttore con l´ Orchestra da Camera Lorenzo Da Ponte e il Coro Reale Corte Armonica Caterina Cornaro di Asolo. E´ Direttore Principale di VenetOrchestra, gruppo cameristico di giovani musicisti del Veneto.
SCHOLA CANTORUM S. ANDREA di VENEGAZZU’
Direttore: Maestro Tarcisio Dal Zotto II nome "Schola Cantorum" deriva dalla tradizione corale della Chiesa cattolica, fondata da Papa Silvestro nel 334 circa e riordinata da S. Gregorio magno alla fine del VI secolo, e designa con tale nome le istituzioni musicali depositarie del repertorio liturgico. Ha vinto o si e’ classificato tra i primi in varie edizioni di concorsi nazionali (1989-1992-1993-1995-1997-1999); nel 1996 ottiene il diploma d'argento al concorso internazionale di Riva del Garda. Nel 2000 ha ottenuto il secondo premio (primo non assegnato) al concorso di Vittorio Veneto e il Diploma d'oro al Concorso di Quartiano (LO) con il Gruppo Cameristico. Nel 2001 e nel 2002 e’ stato ammesso, con voto della giuria, al concerto finale del Festival della coralita’ trevigiana. Il coro ha un repertorio che spazia dal gregoriano alla polifonia contemporanea e alla produzione con orchestra (Gloria di Vivaldi, Vesperi de confessore e Requiem di Mozart, Requiem e Stabat Mater di Luchesi).
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