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Diverse sono le convinzioni in merito all'etimologia di Volpago.
Secondo la tradizione popolare il nome Volpago significherebbe "paese delle volpi".
Un'interpretazione piu rispettosa della documentazione storica esistente, in cui il toponimo viene sempre registrato come "BOLPAGUS", ci porta a scindere Bolpagus nella radice "bol", termine di probabile origine tardo-barbarica, avente il significato di "terra rossa" e nel suffisso "pagus" che esprime il concetto latino di paese. In sintesi dunque, storicamente, il nome Volpago avrebbe il significato di "paese della terra rossa" e la conformazione geologica del terreno lo conferma innegabilmente. Sul territorio sono presenti numerose testimonianze delle epoche passate: di quella preistorica a Venegazzu’, di quella dei castellieri a Venegazzu’, Volpago e Selva, di quella paloeveneta a Selva, di quella romana a Lavaio. Nei primi secoli del Mille Volpago diventa capopieve, Selva la sede del castello piu importante della zona, quello dei Vidoti, imparentati con molte famiglie di spicco del medioevo Veneto. Quando Treviso accetto’ di sottomettersi alla Repubblica Veneta, Volpago venne annessa alla Podesteria di Treviso. Durante il dominio Veneto si sviluppo’ l'occupazione agricola con l'introduzione della coltivazione del granoturco e l'allevamento del baco da seta e nel territorio si stabilirono numerose famiglie trevigiane e veneziane che vi costruirono la loro residenza di campagna. Alla caduta della Serenissima seguì un periodo di confusione, dopo lo stravolgimento di ordinamenti sociali, rurali, amministrativi e religiosi che erano durati piu di quattro secoli.
Con le nuove disposizioni napoleoniche si frantumo’ l'unita’ della comunita’ del Montello e si applico’ il modello francese dei comuni. L'era industriale nacque per tempo a Volpago, per iniziativa di una delle piu prestigiose famiglie del paese: la famiglia Gobbato, che dal 1870 fu protagonista della realta’ protoindustriale locale. Accanto alle due ville di questa famiglia, furono costruiti rispettivamente una filanda ed uno stabilimento bacologico. In entrambi trovarono impiego centinaia di ragazze provenienti anche dai paesi limitrofi. A cavallo del secolo scorso, Volpago fu uno dei centri piu attivi nell'allevamento del baco da seta, nella lavorazione dei bozzoli e nella produzione del pregiato tessuto. Fra gli ultimi decenni dell' '800 ed i primi del '900, una generalizzata situazione economica precaria provoco’ una massiccia fase migratoria, soprattutto verso il Sud America. La consistenza delle partenze arrivo’ quasi a dimezzare la popolazione residente. "Un paese all'estero " edito a cura dell'Amministrazione Comunale, documenta, con un'interessante disamina, le situazioni sociali in paese e all'estero in quel periodo. Sulla parte montelliana del territorio comunale che guarda il Piave, numerosi siti rinviano la memoria al primo conflitto mondiale (1915-1918) che proprio in questa localita’ ebbe uno dei passaggi determinati verso la conclusione. Qui fu combattuta la Battaglia del Solstizio (15-23 giugno 1918), battaglia con la quale inizio’ il ripiegamento delle truppe autro-ungariche e la rotta dell'esercito asburgico che portarono all'armistizio del 4 nov. 1918.
Anche il secondo conflitto mondiale fu qui particolarmente tragico con rastrellamenti nazi-fascisti e numerosi caduti nelle Campagne di Africa e di Russia. La fine della guerra segno’ un lento ma progressivo cambiamento sociale. Le prime ondate di emigrazione verso in Nord Europa e il Nord America furono ben presto sostituite da numerose iniziative private piccolo imprenditoriali che fecero uscire il paese dalla realta’ rurale. Impressionante fu, negli anni 60-80, il numero di laboratori a conduzione familiare, che produssero un diffuso benessere. La lavorazione degli indotti di grosse realta’ industriali tessili, scarpe sportive e attivita’ conserviere costituirono una fonte di occupazione e di guadagno assai generalizzato. Se Volpago infatti, anni fa, poteva essere conosciuto per i suoi insediamenti industriali, ben altre sono attualmente le sue attrattive. L'intero Comune e’ divenuto meta piacevole per una sosta nei numerosi ristoranti della campagna o nelle altrettanto numerose trattorie del Montello. Qui si possono degustare cibi genuini e di vini di qualita’, oppure assaporare il piacere di una giornata in un ambiente naturale ancora godibile, o la visita ad opere d'arte poco conosciute, ma non meno meritevoli di considerazione.

Volpago del Montello - Municipio
Gia’ villa residenziale di uno dei due rami della famiglia Gobbato. Poco discosto sorgeva lo stabilimento bacologico.

Chiesa Parrocchiale
Nelle immagini la Chiesa Parrocchiale di Volpago del Montello

Santuario di Santa Maria della Vittoria
Costruito dopo la vittoria del 1918 come chiesa parrocchiale della comunita’ montelliana che si andava va sviluppando all'interno del bosco Montello.
Selva - Chiesa Parrocchiale
Selva possedeva una delle chiese piu ricche d'opere d'arte di tutta la diocesi trevigiana.
Venne distrutta da un tromba d'aria nel 1930. Il nuovo tempio vasto ed imponente, di linee architettoniche sobrie ed eleganti.

Venegazzu’ - Casa Dal Zotto
Costruzione di notevole interesse, con il caratteristico ballatoio tipico delle abitazioni quattrocentesche.
Fu notata anche dall'attento scrittore Giovanni Comisso che la porto’ come esempio di architettura rurale veneta.
Venegazzu’ - Chiesa Parrocchiale
Progettata nello stesso periodo della villa Spineda da Giordano Riccati, coetaneo ed amico di F.M. Preti. La facciata e’ costituita da un pronao gigante.
Venegazzu’ - Villa Spineda Gasparini Loredan e’ una villa veneta di Volpago del Montello, ubicata nella frazione a Venegazzu’, dove si affaccia sulla strada statale che collega Montebelluna e Conegliano.
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